La pace e qualche leggera punta di ebbrezza, che forse si può chiamare felicità, è la forza interiore che mi spinge ad abbracciare pennelli e colori. Tutte le cose che faccio servono a me stessa, al mio equilibrio.
Soffro un po' per la caducità della vita e per superarla fisso uomini animali fiori, eterni immutabili al di là dell'angoscia esistenziale.
Dipingo quello che c'è già, perchè penso che il solo accorgersi che l'essenza sta vicino a noi è utile per non sprecare tempo. Amo le cose che mi circondano: quelle della quotidianità.
Ho sempre ammirato i maestri dell'arte antica e soprattutto i fiamminghi, la loro ricercatezza cromatica, oggettistica, simbolica, la disciplina formale e il rigore nelle forme, l'assieme incantato e magico. La minuzia e il colore sono un tratto anche del mio essere.

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